The project #1 - "COHORS III PRAETORIA"


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Project 1
COHORS III PRAETORIA

Responsible of the project: Luca Bonacina

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Introduzione

Lo studio della storia inteso come l’approfondimento delle storie e delle vite degli uomini che hanno vissuto prima di noi, offre infiniti motivi di crescita umana e intellettuale.
È infatti attraverso la storia che l’uomo di oggi può capire le ragioni del suo presente e trovare soluzioni ed esperienze valide per affrontare i problemi di oggi.
Il valore della memoria e del ricordo come strumenti per evitare gli errori di ieri e la riscoperta di tecnologie, culture e uomini concorrono a creare il presente nella consapevolezza di un cammino millenario.

Proprio dallo stupore per la storia e l’archeologia antica nasce l’idea di potere in qualche modo ricreare e rivivere per capire in modo più profondo, per avvicinarsi a quegli ideali che hanno animato tante persone e per scoprire che, in fondo, l’uomo non è mai cambiato in questi ultimi millenni.

La rievocazione storica e l’archeologia sperimentale sono gli strumenti ideali per poter tentare di rivivere e sperimentare situazioni, tecnologie, stili di vita, oggi completamente perduti e per molti versi incomprensibili.

Il nostro gruppo ha scelto come ambito storico il lunghissimo periodo della storia di Roma che offre notevoli possibilità di ricerca e sperimentazione grazie anche all’imponente mole di testimonianze giunte fino a noi, ma anche reso maggiormente difficoltosa la ricerca a causa delle tante differenze culturali succedute in tanti secoli di storia.
Questo ci ha messo di fronte alla necessità di focalizzarci su dei periodi specifici suddividendo il lavoro in diverse epoche contraddistinte dai periodi classici (Re, Prima Repubblica, Tarda Repubblica, Impero, Tardo Impero) fino all’anno identificato tradizionalmente come quello in cui la storia dell’Impero d’Occidente è conclusa.
Tuttavia la suddivisione nelle tradizionali epoche romane, non è sufficiente a ridurre la quantità di aspetti che avremmo potuto ricreare, è venuto, quindi, naturale, sia per la passione specifica dei componenti del gruppo, sia per la mancanza, almeno in Italia, di effettivi autorevoli ed aggiornati approfondimenti sul tema, di volere ricreare e studiare tutti gli aspetti relativi all’ambito militare.

L’attuale attività è focalizzata a ricreare l’ambito militare romano del I secolo dopo Cristo, con una particolare connotazione sull’ambito dei Pretoriani del periodo da Tito a Traiano (71-118 d.C.) Concluso questo capitolo ci occuperemo di altri periodi e ambiti della storia di Roma ed eventualmente di altri periodi storici legati alla storia europea.

La scelta di questa tematica è dettata senza ombra di dubbio dagli stimoli geografici, e dalla volontà di riscoprire la cultura delle “nostre” latitudini, abbandonando luoghi comuni, fenomeni hollywoodiani e da circo, comunicando con vero senso di cultura ciò che è andato perduto.

La nostra missione è prima di tutto culturale. Vogliamo favorire l’interesse e la comprensione della storia in un pubblico il più vasto possibile.
Ci proponiamo come partner autorevole di tutte le entità pubbliche e private che vogliano seriamente divulgare l’amore per la storia, le sue verità, ma anche i suoi dubbi, nella ricerca di una dimensione autenticamente umana.
La nostra missione culturale è prioritaria rispetto ogni esigenza economica e/o ludica.

I Pretoriani del I sec. d.C.


Una volta ristretto il campo a questo specifico ambito ci siamo mossi in varie direzioni al fine di rispondere ad alcune domande di cui possiamo solo ipotizzare delle risposte senza mai prescindere da alcun indizio, sia esso proveniente dall'archeologia, dalle testimonianze letterarie e anche dalle deduzioni logiche.

Considerando che i pretoriani erano soldati “d’elite”, per usare un termine moderno, ma non nel suo significato corrente, appare prezioso il contributo dello studio del legionario anche come punto di partenza.
Questi alcuni degli ambiti in fase di studio:
1) metodologie di combattimento e tattica dei legionari romani;
2) aspetti della vita nell’esercito durante le campagne militari;
3) equipaggiamento del legionario romano e la sua efficacia, vera e presunta;
4) tecniche di combattimento in schieramento;
5) funzionalità degli strumenti e delle armi rispetto alle tecniche di combattimento e alle tattiche di guerra;
6) la guardia pretoriana nel contesto urbano e le modalità di controllo di sommosse;
7) la cavalleria pretoriana: gli Equites Singulares Augusti;
8) la preparazione al combattimento realizzata dai pretoriani nella esibizione come gladiatori e il raggiungimento di onoreficenze e promozioni grazie ai ludii gladiatorii;
9) il supporto logistico dei civili nelle attività ordinarie e straordinarie;
10) la presenza dei giovanissimi a fianco dei veterani nell'ambito degli spostamenti campali.

Lo studio fin qui affrontato ha fornito molte risposte, ma ha anche suscitato talvolta più domande di quelle iniziali.
Tuttavia i risultati fin qui raggiunti sono sicuramente incoraggianti.

Il metodo di studio

Il punto di partenza di ogni studio è quello dell’archeologia a cominciare dagli oggetti di uso bellico e non. Di fronte a qualsiasi oggetto ritrovato ci si è chiesti chi lo usava, come, in quali circostanze, con quali difficoltà. Per trovare risposte a questi e a molti altri interrogativi ci si basa oltre che sull’analisi di scavo e sulla stratigrafia, di grandissimo aiuto, anche alla sperimentazione dell’uso.
Tuttavia l'archeologia dei “piccoli oggetti” risulta insufficiente o incompleta se si cerca di ricostruire una realtà di oltre 15-25 secoli fa. Serve allora l'aiuto che può venire dall'arte e dall'iconografia giunta fino a noi tenendo sempre conto dei contesti culturali, della committenza e delle limitazioni tecniche.
Sono anche preziosi i suggerimenti che vengono dalla letteratura antica, anche se talvolta vengono riscontrati incredibili errori, riportati anche da storici illustri, a dimostrazione di una loro scarsa familiarità con la cosa militare.

I dati della sperimentazione vengono discussi e analizzati con tutti i membri che hanno partecipato alla attività e i risultati divengono così patrimonio comune di tutti i componenti del gruppo. Probabilmente allo stesso modo in cui all’epoca simili conoscenze diventavano bagaglio culturale di ciascun soldato.

Il gruppo e le attività divulgative

Nato alla fine del 1999 conta ad oggi oltre 30 membri stabili riferibili alle aree geografiche di Milano, Torino e Cuneo, più altri membri simpatizzanti o occasionali da altri gruppi che si uniscono talvolta alle attività. La maggior parte del gruppo è composta da rievocatori romani esperti, in qualche caso si tratta di veri e propri pionieri della rievocazione romana in Italia e nel mondo.
Il "Gruppo"1 Cisalpina ha aderito nel 2002, al RIRS il regolamento per le rievocazioni storiche proposto dal CERS, il Consorzio Europeo delle Rievocazioni Storiche, ente preposto a garantire il massimo livello di qualità nelle attività di “reenactment”.

Le attività di divulgazione fin qui svolte posso essere riassunte nei punti che seguono:

1) spiegazione dell’equipaggiamento del soldato romano e del suo utilizzo;
2) illustrazione delle tecniche di combattimento in formazione schierata;
3) presentazione dell'organizzazione militare all’interno delle legioni durante il periodo imperiale;
4) dimostrazione di un combattimento in schieramento;
5) i luoghi comuni sui soldati di Roma: verità e mito;
6) diffusione opuscolo “L’Esercito di Roma nel Primo Secolo”;
7) ricostruzione di una porzione di un campo militare temporaneo;
8) illustrazione del combattimento gladiatorio come propedeutico a quello del miles;
9) studio del pilum romano dall'idea radicata alla verità storica che sta emergendo;
10) l'uso dei colori nell'antica Roma: le scelte cromatiche per rappresentare i soldati romani;
11) gli pterugi: viaggio dalle origini a oggi, i materiali e i colori;
12) il saluto militare romano tra mito e realtà probabile.









1 - Nel 2002 la ragione sociale era ancora la vecchia "Legio V Lucana", divenuta poi nel 2004 "Gruppo Storico Cisalpina" e solo l'anno successivo "Associazione Culturale Cisalpina".